Sushi: i parassiti

Quali sono i rischi che si corrono ordinando o cucinando a casa propria il sushi, soprattutto per chi ne è un consumatore abituale?
Gli amanti del sushi, secondo gli esperti, non devono affatto preoccuparsi se il pesce crudo in questione e i prodotti alimentari a base di sushi rispettano le norme igienico-sanitarie e i parametri previsti dalla Food and Drug Administration.
Per quanto riguarda invece la produzione artigianale, bisogna tener conto che il pesce crudo espone a diversi potenziali rischi per la salute dell’organismo, tra cui la presenza dei parassiti in cui è incorso lo sfortunato cliente del ristorante di cui parlavamo sopra.
Ma non sono solo i parassiti gli unici intrusi nel sushi, vi sono anche dei batteri, se il pesce non è fresco, che producono particolari enzimi, le istamine, in grado di provocare, se ingeriti, delle intossicazioni alimentari.
In alcuni pesci tropicali, inoltre, è contenuta una tossina naturale, la ciguatossina, che provoca un’intossicazione alimentare chiamata ciguatera, causando disturbi gastrointestinali e neurologici.Solitamente i ristoranti che propongono nei loro menù il sushi adottano delle misure precauzionali nel maneggiare e preparare il piatto.
Di assoluta importanza per la corretta conservazione è, ad esempio, il congelamento del pesce a temperature di -4 gradi Fahrenheit (-20 gradi Celsius) per sette giorni, oppure a -31 gradi Fahrenheit (-35 gradi centigradi) per 15 ore.
Questo processo è fondamentale per l’uccisione di tutti i parassiti. (http://www.medicinalive.com/scienza-dellalimentazione/alimentazione-e-prevenzione/tutto-quello-che-dovete-sapere-sul-consumo-senza-rischi-del-sushi/)



















































