SAKE’


Mangiare e bere
E’ noto che la cucina più famosa giapponese è costituita dal sushi. Ed è buona regola sorseggiare the verde bollente non zuccherato durante un pasto nipponico e per accompagnare la digestione un caldo sakè, piacevole bevanda alcolica che può essere servita anche fredda.
Tale distillato ha una storia antica come la tradizione orientale sa essere, si ipotizza addirittura che abbia origine nella Cina del quinto millenio a.C. per poi essere esportato in Giappone. Questa bevanda è il risultato della fermentazione del riso, il tasso alcolico è dato dall’aggiunta di riso di malto che serve a convertire gli zuccheri in etanolo, zuccheri creati precedentemente dalla trasformazione dell’amido.
Come si prepara il sakè?
È bene procurarsi la tipica bottiglietta in terra cotta o porcellana che si chiama tokkuri, ci si versa dentro la bevanda per poi ricoprirla con una pellicola trasparente. Si immerge in una padella con acqua preriscaldata e si lascia a fuoco lento per dieci minuti circa, fino a raggiungere la temperatura di 50°, bisogna stare attenti a non superare tale temperatura altrimenti la bevanda perderà di sapore ed aroma.
Per i più pigri consiglio invece di recarsi direttamente in un piccolo ristorantino del milanese, Poporoya, rinomato e raccolto posto che ricorda il ristorante di “kiss me licia” con tanto di marrabbio alias Shiro, dove potrete gustare i migliori piatti della tradizione giapponese.



















































